martedì, dicembre 02, 2003

E' passata mia madre, domenica. Riconosco i suoi passi già dal pianerottolo di sotto.

Ha suonato. Mi sono alzato con calma, ho chiesto chi è, poi le ho aperto la porta facendo schioccare forte le due mandate, che sentisse bene.

Ecco il miglior successo di quest'anno: guadagnarmi quei venti secondi di attesa e di rispetto; guadagnarmi quei cinque metri di libertà, dall'ingresso alla sala; cinque metri dove decido io chi passa, e più nessuno deve sorprendermi in mutande.

 

A lei, però, sembra strano. E’ chiaro che non si fida.

Da quando glielo avevo promesso, continua a chiedermi una copia della chiave, giusto per rassettare ogni tanto quando sono al lavoro.

Io le rispondo male e chiudiamo il discorso.

Però ne riapriamo un altro: quello delle sue telefonate a Baldini. Le faccio sapere che ho saputo. L'assalgo con una petulanza che non voglio. Lei si difende con imbarazzo, abbozza scuse, pretesti, e alla fine le scappa un "perchè tu non ti rendi conto!", che mi fa ancor più imbestialire.

Non riesco a trattenermi e urlo. Così lei si tace e chiudiamo anche il secondo discorso.

Adesso c'è silenzio. Mia madre fa finta di mettere in ordine; io metto su il solito caffè di queste occasioni. Lo beviamo abbastanza di fretta. Poi l'accompagno alla porta, le chiedo scusa non so di cosa, e ci salutiamo con gli sguardi che sfuggono di lato.

Rimango solo e mi sento solo: mi manca la rabbia, che non c’è più, tutta svaporata in pochi secondi.

C’è solo tristezza; si condensa in rivoli e mi cola addosso un po’ dappertutto.

 

Mi butto sul letto. I pensieri fanno strani rumori. A volte sembrano uscire dalla testa e rientrare dalle orecchie. Se chiudo gli occhi l’effetto aumenta.

Se ti penso, Elena, tutto riprende coerenza e si ricompatta nel mio cervello. Senza il minimo sforzo ritrovo ordinati i ricordi di te, sequenze precise che partono da una vecchia copisteria fuori mura e si spingono fino alla lettera che tengo in tasca.

Forse non serviranno i farmaci. Forse è l’idea di te che mi guarirà, Elena.

 

Ieri ho telefonato al centro. Ho dovuto insistere per parlare con Baldini. Gli ho detto che non va, che dormo poco, che ci sono altre cose che mi agitano, ma gliene parlerò mercoledì.

Ha detto, con le cure faccia così, e la mia terapia adesso è questa:

 

-Depakin 200 mg un compressa per tre.

-EN 8 gtt al mattino, 8 gtt a pranzo, 25 gtt prima di coricarmi.

-Noprom, un misurino, se non riesco a dormire.

postato da Tavor | 23:57 | commenti (5)