La fatica si sussegue e dilaga nei fine settimana. Mi interrogo sulla verità delle cose, ruminazioni giustificate solo da stati d'animo opachi e uggiosi.
Sono veri o falsi i sogni? Il padre che ho sognato l'altra notte, sorridente, ma muto; enigmatico e inquietante; solo, di una solitudine irreversibile: quel padre è vero o falso? O è falso il padre e vero il sogno?
Le emozioni - poche - che provo, sono vere o false? Oppure quali sono vere e quali false? Rileggo per la centesima volta le ultime righe del Deserto dei Tartari e piango: sono vere queste emozioni, o mi attraversano semplicemente, perchè così intendeva Buzzati? E' tutto finto, tutto posticcio; ecco, questo pensiero dovrei scacciarlo, se mi voglio un pò bene.
Cosa faccio? Sul lavoro mi trascino; a casa anche. Quel poco che scrivo lo faccio - appunto - per disciplina, ma che fatica! Càpito nel blog intellettual-politico, rimango invischiato, mi estorco qualche commento e in fondo non volevo, poi rileggo, ma è troppo tardi. Di nuovo tutto finto, tutto posticcio...via! via! pensiero della malora!
-Depakin 200 mg una compressa per tre.
-EN, 30 gtt, ho iniziato a riprenderlo alla sera, non è che mi aiuti molto.
Baldini lo vedo mercoledì. Al telefono mi hanno passato il dott. Miglietta, nonostante dicessi all’infermiera che non era necessario. Purtroppo è stato gentile, costringendomi per un attimo a riorganizzare le mie categorie mentali. E’ lui che mi ha consigliato di riprendere l'EN. L'ho ringraziato, lui mi ha ringraziato, e in quell'istante la voce l'ha tradito. Una lieve distorsione timbrica, un percettibile affollamento delle parole, così, a far presto e chiudere la telefonata: non gli importava nulla di me in quel momento, solo di sentirsi gentile. Gentilezza finta e posticcia. Mi sono tranquillizzato.