sabato, novembre 08, 2003

E’ passata mia madre, quando non c’ero.

Ieri pomeriggio, alla fine, è riuscita a parlarmi al telefono. Ha detto che succede Gianni? stai bene? perché hai cambiato la serratura? Ha aggiunto che da qualche tempo mi vede strano; che ha paura che non prenda le medicine.

Praticamente, ha parlato sempre lei. Quando sono riuscito a interromperla, ho spiegato che avevo perso la chiave e avevo paura che qualcuno mi entrasse in casa. Le ho detto di non preoccuparsi.

“Stai tranquilla mamma”, ho detto, “non è successo nulla, poi ti faccio una copia della chiave”.

“No, non importa. Non era per quello…”, ha detto lei, aspettandosi qualche ulteriore conferma, o almeno uno straccio di senso di colpa. Invece c’è stato un silenzio appena più lungo del sopportabile, così lei si è rassegnata e ha solo detto di chiamarla se avevo bisogno per la biancheria. Ci siamo salutati con imbarazzo. Io anche con un po’ di angoscia.

 

Vado in cucina, vorrei prendere dell’EN, e non vorrei. Poi penso che Elena non ha mai smesso di amarmi. Talvolta lo dimentico, lo perdo, questo pensiero custode. Però ora va meglio. Ce l’ho di nuovo qui con me: aspetteremo insieme l’eclissi di luna, questa sera, se si mette al sereno.

Adesso me ne sto un pò sul letto, che tanto fuori fa freddo.

 

 

postato da Tavor | 15:38 | commenti (1)