Dal mio balcone la mia citta' e' cieca.
Niente eclissi questa notte. Solo un coperchio di vapore che riflette il chiarore dei viali. Cerco col naso al cielo almeno un accenno di trasparenza, un sospetto di eclissi, e invece niente. Elena - mi chiedo - l'avra' vista questa benedetta luna? Rientro in casa che l'umido mi sta prendendo alle ossa. Tiro giu' un misurino di sciroppo e vado a letto.
Mi sveglio alle 10:20. C'e' il sole. Scendo a prendere il giornale, ma mi sento a disagio. Qualcuno mi guarda con insistenza. Cerco di non farci caso. Mi dirigo verso il parco, poi allungo il cammino e arrivo fino al cimitero. Chiude alle 12:30. Ho tempo di fare un giro. Compro un mazzetto di fiori strani, bianchi e gialli. Mi avvio verso la parte vecchia, con le tombe in terra. I loculi mi angosciano troppo.
Guardo le lapidi, le foto, le date di nascita e di morte. Mi soffermo a fare due calcoli sulle eta' e a stupirmi. Preferisco le tombe semplici, con una croce in marmo e basta. Marmo bianco non lucidato. Io, per esempio, non sopporterei mai una lapide di granito nero sopra la testa. Devo lasciarlo scritto da qualche parte.
Intorno c'e' un po' di gente indaffarata con fiori e bottiglie d'acqua. Quasi nessuno mi pare triste. Non so se e' un bene o un male. Se mi sentissi bene credo che mi verrebbe di sentirmi triste.
Mi vengono anche in mente certi discorsi che sentivo da mia madre quando ero piccolo. Discorsi di furti di vasi, di fiori, e di dispetti fra i familiari dei vicini di tomba, tipo la spazzatura infilata nelle siepi e altre infamie. Penso che il cimitero dovrebbe essere un luogo "buono", ma e' anche vero che forse solo i morti hanno avuto il privilegio di pentirsi del male. I vivi rimangono cattivi come sempre, uguali a come li vedi nelle dispute condominiali.
Prima di tornare all'uscita scelgo la tomba piu' bella. Non c'e' foto. Solo il nome di una donna e le date di nascita e morte, 1950 - 1978. Non c'e' nessun'altra scritta: cosi' mi piace. Qualcuno ha messo dei fiori, che la pioggia ha rovinato, e del verde. Aggiungo i miei, aggiustandoli un po'. Allontanandomi mi volto e vedo che stanno bene. Sono soddisfatto.
Adesso sono a casa. Fumo una sigaretta, mi faccio un te' e spero che la giornata finisca. E' tutto cosi' lento in questi giorni.